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Aspettare
La scuola è morta
Pianeta blu
Inno (canzone politica)
Santa pace
Eppure
La legge del branco
Le parole
Attenti
Canzone senza letizia
Canta
La nuova guerra
Rivoluziono
(R)esistere
Auditel
Benvenuti in Italia
Il marchese di Carabas
Cara maestra
Sono un pentito

ASPETTARE

 

Aspetto perché non c’è nient’altro da fare

Aspetto che qualcuno ritorni ad amare

Aspetto con movimenti circospetti

Aspetto quello che non ti aspetti

 

Aspetto che riparta un senso di rivolta

Aspetto di darci un senso questa volta

Aspetto con i miei tempi ristretti

Aspetto quello che non ti aspetti

 

Aspetto nasca un seme dentro al disgusto

Aspetto un momento, anche quello giusto

Aspetto di capire perché non smetti

Aspetto quello che non ti aspetti

 

Aspetto la fine di quello che ho odiato

Aspetto l’inizio per quanto ho sperato

Uno spazio di pensiero,

un tempo di sentimento

Cancellare il fuori

Per far vivere il dentro

 

Aspetto perché il tempo è davvero scaduto

Aspetto il ritorno di ciò che è dovuto

Aspetto ancora, sempre, se tu la smetti

Di non vedere ciò che permetti

 

Aspetto e aspetto ancora un istante

Aspetto un’attesa abbacinante

Aspetto in difesa di tutto il mio mondo

Aspetto e non sto fermo neppure un secondo

​

 

LA SCUOLA È MORTA   (da un’idea di L. Reverberi)

 

Guarda l’abbandono dei suoi edifici

Penetra il grigiore delle sue aule

Odora il tanfo delle sue palestre

Ed il fetore di cessi e bagni

La scuola è morta o non sta bene…

 

Morta di amarezza nelle squallide sale docenti

Morta di rancore nella marginalità dei prof

Vestiti lisi e uguali indigenti di periferia

Disillusi e offesi la dignità tolta via

 

La scuola è morta o non sta bene

Ma se la scuola muore a chi conviene?   [2V]

 

Morta di invidia per le scuole appena oltre il confine

Morta di indifferenza dentro un nulla che non ha mai fine

Morta di vergogna nell’obsolescenza

Niente soldi per la carta e di strumenti è senza

 

La scuola è morta o non sta bene

Ma se la scuola muore a chi conviene?

 

Morta di noia in mille e lunghe inutili riunioni

Nell’insulsaggine dei corsi e delle formazioni

Morta di disgusto per i ministri ipocriti e saccenti

Per la volgarità degli imbecilli e dei potenti

 

La scuola è morta o non sta bene

Ma se la scuola muore a chi conviene?

 

Morta di rimpianto disilludendo i sogni

Di chi almeno un giorno ha creduto a tutti i suoi bisogni

Di ogni persona sola che ha creduto nella scuola [+ volte]

 

La scuola è morta e a me non sta bene

E se la scuola muore  ditemi: A chi conviene?

Ditemi a chi conviene

Ditemi a chi conviene

​

​

PIANETA BLU   (strumentale)

​

​

INNO (CANZONE POLITICA)

 

Affinché contro te non si ritorca    

l’idea di politica come cosa sporca 

prendi un foglio bianco, una cosa pulita

e annota ogni idea, chiara e definita.     

 

La politica serve ad immaginare,

è una tela vuota su cui pitturare

od un palinsesto, ad esser precisi,

a coprire gli errori con colori decisi.

 

La politica è il senso del preparare

un passo in avanti sul quale contare,

un passo per tutti, un benessere insieme

un mondo civile, ecco cosa ci preme.

 

La politica è partecipazione,

è libertà, come in quella vecchia canzone,

è una realtà dove posso dire la mia

dove tento, cerco, quale che sia la via.

 

La politica è autonomia di pensiero,

dire liberamente ciò che credi sia vero

senza timori di venire represso

pieno di gioia nell’esprimer te stesso

 

Se abbiam vissuto qualcosa di diverso

rendiamoci conto quanto tempo si è perso:

oltre destra centro sinistra un sogno,

facciamo la politica di cui c’è bisogno.

​

​

SANTA PACE

 

Pace, la mia agenda scoppia di pace

Pace, è una parola che piace

Pace, creato l’equilibrio di silenzio e terrore

Pace, è il frutto che fa coglier l’amore.

 

Pace, è dietro i fili quel silenzio di tomba

Pace, solo il tuo vigliacco temere la bomba

Pace, essere in tanti in strada in sfilata

Pace, e non viene mai consegnata.

 

Pace, si salvi la razza umana

Pace, cattolica ebrea musulmana

Pace, e che muoian di fame i mercanti di morte

Pace, per decidere la nostra sorte.

 

Pace, c’è chi davvero ci crede

Pace, di chi si muove anche per chi non vede

Pace, un’idea non ancora del tutto mia

Pace, che sia finita e così sia.

 

Pace, perché è astratta, è comoda, è bella

Pace, senza sapere se questa o quella

Pace pace pace pace mille paci

Se parli di pace, perché non taci?

​

​

EPPURE   (testo di L. Moleri)

 

Ho visto il lampo ed il fuoco

dietro le case e le chiese

i morti nelle strade senza più asfalto

i cani a mangiarli e ho visto ho visto

l’orrore ed il sangue e ho sentito ho sentito

le urla ed il pianto di mille bambini.

 

Ho camminato nel dolore e ho corso nell’orrore

della guerra, di tutte le guerre

ho sentito sulle mie spalle il peso della guerra

di tutte le guerre e

ho corso sui campi minati

e mille volte sono esploso

con un urlo sono esploso

 

Ho sorvolato terre senza più città

ho visto centinaia di bombe cadere cadere

distruggere distruggere distruggere.

Ma non mi sono abituato alla guerra

e ancora piango e ancora prego e ancora credo.

 

Eppure credo, io credo che l’uomo,

eppure credo, io credo che l’uomo,

vorrà la pace, vorrà la pace.

​

​

LA LEGGE DEL BRANCO

 

Attento a non far mai un passo in avanti 

Portato sempre a soffocare i miei no 

Sentirsi uguali fra vicini e distanti 

Capisco che non sono quello che so 

 

Sotto la lente devo dare importanza

A quello che poi penseranno di me 

Sempre a imitare chi conduce la danza 

Oppure stop 

Ho deciso 

Basta davvero

 

Non voglio più seguir la legge del branco

non voglio più ascoltarvi

non voglio più seguir la legge del branco

non posso più fidarmi di voi

 

Predicatori con la faccia consunta

Idoli vuoti usa e getta in tivù

I finti amici tutti in giacca a trapunta

Troppi bisogni per avere di più

 

Mode al ribasso, happy hours e le feste

Rituali al buio, vasche per le identità

Tanti film e libri fatti per vuotar le teste

Oppure solo

E volo

In qualche modo mi consolo

 

Non voglio più seguir la legge del branco

non voglio più ascoltarvi

non voglio più seguir la legge del branco

non posso più fidarmi di voi

​

​

LE PAROLE  

 

Mi manca                     

Mi manca

Mancano tanto le parole

Un senso

Un senso

Per volteggiare nuove storie

 

Fai un passo    

Fai un patto     

Alza lo sguardo controsole 

Riempi   

Comprendi

Nessun timore delle scorie 

 

Oggi sarà, domani è già

Oggi sarà, domani è già

 

Carpire

Capire

Un ritornello già imparato

Violare

Spostare

La volontà di confusione

 

Parlare

Cantare

Un pensiero che è rinato

Le frasi le frasi

Che sanno di rivoluzione

Che sanno di risurrezione

Che hanno l’interpretazione

Che recano l’assoluzione

La soluzione

 

Oggi sarà e domani è già

Oggi sarà e domani è già

 

Ci salveranno le parole, ci salveranno le parole.

​

​

ATTENTI 

 

Non ci scorderemo neanche una faccia

Nemmeno una parola buttata al vento

Ma non vi rincorreremo di certo

Come all’apertura di una caccia

 

E non contate mica sul nostro perdono

L’ipocrisia malata ha colmato il segno

Ed allora pagherete il pegno

Vedendoci arrivare come un solo uomo

 

Con idee nuove

Con coscienza linda

Con vero rispetto

A vostro dispetto

 

Non esiteremo a presentare il conto

Senza violenze e senza vendetta

Come premessa per far piazza pulita

E ripartire da cima a fondo

 

Ci ricorderemo che aveste un prezzo

Fissato a listino di grandi bugie

Lo sguardo a noi abbasserete

Travolti da un’onda di fiero disprezzo

 

Con idee nuove

Con coscienza linda

Con vero rispetto

A vostro dispetto

 

Non ci scorderemo neanche una faccia

E sentirete il peso della piazza

con la giustizia a richiedere dazio

E per voi non ci sarà più spazio

 

In un paese nuovo

In una voglia estrema

Senza vergogna

Senza di voi

​

​

CANZONE SENZA LETIZIA

 

Cara ragazza, cara Noemi, la vita

non è un concorso a premi

non sono rampe di puro cristallo o voler esser

la regina del ballo

o fare la dama di compagnia

per chi ha qualche sfizio

Stai attenta a quel tizio

Stai attenta a quel tizio

 

Cara Noemi cara ragazza, la tua esistenza

mi sembra un po’ pazza

Fra paparazzi papi e fidanzato che qualcun

altro ti aveva assoldato

Forse sei ancora in tempo per

Un mio augurio di cuore

Cercati un vero amore

Cercati un vero amore

 

Cara Noemi voglio esser sincero

Io non capisco davvero

Questa smania di voler apparire

Senza aver niente da dire

E presumendo che basti

Apparente purezza e beltà

Per contare in società

contare in società

                 

Ma ancora più detesto i giornali

E i loro scoop maniacali

costruire sul nulla l’evento

E il nulla è meno di cento

Perché mai devon pensare a te

Bimba così irrilevante?

Viva la gente pensante

Viva chi è interessante!

 

E così esprimo un desiderio profondo: che tu sparisca dal nostro mondo,        

che con la Rai tu non stipulassi, che più nessuno segua i tuoi passi,       

che ti ritrovi dimenticata, o meglio ancora del tutto ignorata,

che ti ritrovi a costruire un domani, unica forza lo sporcarti le mani.            

 

E così piano piano tornare nell’ombra

Di una bella vita, normale

E non sarebbe un gran male

Una vita normale

​

​

CANTA   

 

E mi ritrovo ancora qui

Di fronte questo foglio bianco

Pensieri che se ne vanno

Senza sapersi fermare

 

Cerchi la penna se ti senti giù

Parte la spinta per comunicare

Quando ritrovi le tue idee in volo

Sai che la musica le spingerà

 

E la chitarra ti ha già aiutato

Tristezza o gioia presto si alzerà

In quelle note ti sei già lanciato

Ma un bisogno è dentro forte in te

 

E allora canta

Perché hai qualcosa da dire

E allora suona per te

 

E allora canta

Perché hai qualcosa da dire

E allora suona per te

 

E allora canta

C’è qualcosa da fare sentire

E allora suona per te per me per te

​

​

LA NUOVA GUERRA   (ispirata a L’ABC della guerra di B. Brecht)

 

La nuova guerra non è così nuova.

Sappiamo bene che cos’è una guerra.

Nel passato guardi ed impari

per un presente vano di memoria

 

La guerra che verrà non è la prima,

prima ci sono state altre guerre.

Alla fine dell’ultima

c’eran vincitori e c’eran vinti.

 

La guerra che verrà non è la prima,

prima ci sono state altre guerre.

Alla fine dell’ultima guerra

c’eran vincitori e c’eran vinti.

 

La nuova guerra non è così nuova.

Sappiamo bene che cos’è una guerra.

Solo lontano da armi e potenti

il futuro cambierà la storia.

             

Tra i vinti

la povera gente

faceva la fame.

Tra i vincitori

faceva la fame 

 

la povera gente egualmente,

la povera gente egualmente.

 

La guerra che verrà non è la prima…

 

La nuova guerra non è così nuova.

​

​

RIVOLUZIONO

 

Non hai fatto in tempo

A finire il tuo sogno

Ma il tempo non è

Passato invano

 

Come lunghe ore nei sogni

Valgono un secondo

Ed un istante può

Compensare la noia trascorsa

 

Così ti sei trovata 

Sveglia e cresciuta 

Senza che io fossi  

Vecchio e saggio ormai

 

Senza sapere se           

È il mondo che è cambiato

O se nessuno crede più    

A quello che credevi tu   

Che credevi tu             

 

Ti svegli 

E non hai 

L’appiglio

Con la realtà

Ma è vero 

Guarda la gente

Siamo diversi

Dammi la mano

​

​

(R)ESISTERE

 

Salire su un monte armati di libertà

non doveva essere molto diverso
dal non rassegnarsi e lottare
per un oggi migliore, contro il destino perverso


Giovani e no di grandi speranze eh eh eh eh

pronti del sogno a colmar le distanze

​

"Resistenza ora e sempre"
resistenza ora e sempre per me

​

Vedere il lavoro privato di dignità
forzare lo studio a negare se stesso
pensare un nemico, indefinito e sfuggente
lontano e incurante del popolo oppresso

​

Uomini e donne da un passato che è spento oh oh oh oh
scelgon decisi l'ora del cambiamento

"Resistenza ora e sempre"
resistenza ora e sempre per me

​

​

AUDITEL

 

Rit.                                                 

Eppure confidiamo in te

Noi speriamo in te

Noi crediamo in te

Eppure confidiamo in te

Noi speriamo in te

Noi crediamo in te

O potente Auditel

 

Conta gli spettatori a milioni

Degli share fa le ripartizioni

E decreta quali trasmissioni

Ci dobbiamo sorbire

Piazza pubblicità

Ben sapendo che mai si saprà

Un conteggio di verità

 

Io non posso fidarmi mai più

Io non voglio cadere più in giù

E fissare il successo tivù

Su una pura astrazione

La rappresentazione

Che presunte famiglie campione

Sian tutta la popolazione

 

A me sembra una pura follia

Che una parte dell’economia

Sposti soldi potere magia

In base a un nulla, ad una spia

E chiedo ancora

Coma mai ci sia uno che

Schiaccia i tasti per altri mille me

​

​

BENVENUTI IN ITALIA   (testo di M. Cadamuro)

 

Benvenuti in italia, benvenuti fratelli

che lasciate la morte e la fatica di vivere

per una terra dove sperate di lavorare con dignità

assieme ai vostri fratelli, fratelli d’Italia

​

Trovate invece rifiuto, trovate respingimento

trovate indifferenza fratelli indifferenti

fratelli d’Italia

 

Vi abbiamo colonizzato, sfruttato ed usato

per i nostri interessi sotto la nostra bandiera

la bandiera della civiltà, della nostra civiltà

del nostro Dio, l’unico buono e giusto

 

Trovate invece rifiuto trovate respingimento

trovate indifferenza fratelli indifferenti

fratelli d’Italia

​

​

IL MARCHESE DI CARABAS   (da un’idea di A. Di Furia)

 

E pensare che da bambino / a me piaceva

a me piaceva / il Marchese di Carabas.

 

Vivo a Milano 2 / in un palazzo

edificato bellamente / dal Presidente del Consiglio.

Lavoro a Milano / in un’azienda

di cui è azionista / il Presidente del Consiglio.

L’assicurazione dell’auto è del Presidente del Consiglio,

la mia pensione integrativa la pago al presidente del Consiglio.

Compro il giornale / di cui è proprietario

il Presidente del Consiglio.

Ho il conto in una banca / che appartiene

al Presidente del Consiglio. 

Esco dal lavoro e faccio spese / in un ipermercato del paese

di proprietà del Presidente del Consiglio,

dove compro prodotti realizzati / da aziende partecipate

del Presidente del Consiglio.

Se vado al cinema / ho una sala sotto casa

di proprietà          / del Presidente del Consiglio

dove guardo un film prodotto / da una società

del Presidente del Consiglio

e i film che vedo godono anche di finanziamenti pubblici

elargiti dal governo presieduto / dal Presidente del Consiglio.

Se rimango a casa / guardo la tv fatta

dal Presidente del Consiglio

con decoder prodotto / da società

del Presidente del Consiglio

dove i film li ha girati una società del Presidente del Consiglio

e sono interrotti da pubblicità        / e l’agenzia che la fa

è del Presidente del Consiglio.

Faccio il tifo per la squadra / di cui è proprietario

il Presidente del Consiglio.

Guardo anche la Rai / i cui dirigenti

sono stati nominati dai parlamentari

fatti eleggere a scatola chiusa / dal Presidente del Consiglio.

Se non ho voglia di tv / leggo un libro la cui editrice

è di proprietà / del Presidente del Consiglio.

È il Presidente del Consiglio a predisporre le leggi approvate da un parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti o avvocati del Presidente del Consiglio.

Il Presidente del Consiglio governa

nell’esclusivo interesse di tutti gli italiani

quindi governa anche

nel mio esclusivo interesse.

Come si sento tutelato, come mi sento fortunato!

​

​

CARA MAESTRA   (testo di L. Tenco)

 

Cara maestra, un giorno m'insegnavi

che a questo mondo noi

noi siamo tutti uguali.

Ma quando entrava in classe il direttore

tu ci facevi alzare tutti in piedi,

e quando entrava in classe il bidello

ci permettevi di restare seduti.

 
Mio buon curato, dicevi che la chiesa

è la casa dei poveri,

della povera gente.

Però hai rivestito la tua chiesa

di tende d'oro e marmi colorati:

come può adesso un povero che entra

sentirsi come fosse a casa sua?

 
Egregio sindaco, m'hanno detto che un giorno

tu gridavi alla gente

"vincere o morire".

Ora vorrei sapere come mai

vinto non hai, eppure non sei morto,

e al posto tuo è morta tanta gente

che non voleva né vincere né morire?

​

​

SONO UN PENTITO (DELLA P.A.)

 

Rit.

Sono un pentito della P.A.

ma nessuno mi vuole ascoltar  

sono un pentito della P.A.

ma neanche una deposizione riesco a far 

ma neanche una deposizione riesco a far 

 

Ho esaminato le voci di bilancio

fanno sì che a molti non manchi mai il rancio

abili giochi di contabilità

così funziona talvolta la P.A.

 

Potrei confessare che il mio dirigente

e’ un incapace, un buono a niente

ma la tessera del partito in tasca ha

così fa il dirigente nella P.A.   Rit.

 

Volevo dire al sindacato

i casi di malaffare che ho scovato

ma agli amici un dispetto non si fa

così resta il malaffare nella P.A.     

 

Mi sono rivolto all’assessore

pronto a battaglie civili a tutte le ore

ma dice che se tengono famiglia questi qua

non si posson buttar fuori dalla P.A.   Rit.

 

Ho scritto tutto al direttore generale

primo responsabile se la cose vanno male

una sanzione ora mi arriverà

non si può parlare male della P.A.

 

Al ministro allora ho relazionato

ma dopo mesi nulla si è attivato

proclami alla stampa di qua e di là

e io mi vergogno ancora della P.A.   Rit.

 

Direte ora  che faccio il qualunquista

sparando nel mucchio, sparando a vista

ma vi giuro che la mia vita è questa qua

e vorrei cambiare dopo vent’anni di P.A., cioè,

vorrei cambiasse dopo vent’anni la P.A.

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